
Delle sue sottolineature c’eravamo accorti il giorno in cui aveva restituito i due volumi di Cervantes, qualche mese prima. E ormai in paese lo conoscevano tutti con il soprannome che gli avevamo dato quel giorno, in biblioteca: era diventato Don Chisciotte anche per gli amici del bar con cui giocava a briscola. Lui ne andava fiero, al punto da ribattezzare Ronzinante la sua vecchia Simca verde, che parcheggiava davanti alla biblioteca ogni mercoledì pomeriggio, alle quattro. Era un uomo distinto e di poche parole: restituiva il libro che aveva preso in prestito la settimana prima e ne sceglieva un altro da portarsi a casa. Non chiedeva mai consigli di lettura. E ogni settimana ripeteva il suo rito. I libri che restituiva avevano dei piccoli segni a matita: sottolineava parole. Parole isolate, ciascuna in una pagina diversa: girando le pagine, e lette una dietro l’altra, queste parole si declinavano in versi. Ma chi era la Dulcinea a cui il nostro cavaliere dedicava un poema a settimana?
Questo è l’incipit di un mio racconto. Potete continuarlo voi. O se preferite, potete scegliere fra altri diciannove incipit scritti da altrettanti autori. In palio, 250 euro per l’autore del racconto migliore. Scadenza: 30 marzo 2007.
Le Carote sono venti inizi di storie per un unico gioco di narrazione collettiva – indetto dalla Biblioteca Astense ed il suo Festival Letterario Passepartout. Un’altra idea firmata Alice Avallone.
Febbraio 12, 2007 alle 7:20 pm |
Anche tu su wordpress..
Grazie per la segnalazione,
baci baci. Alice
Febbraio 14, 2007 alle 9:05 am |
nastenka: era un passaggio dovuto, quello su wordpress..
a presto, s