Archivio per la categoria ‘Scampoli’
Ricomincio da zen
Febbraio 20, 2008Pausa iberica con cervecita
Agosto 24, 2007L’oroscopo dei prossimi giorni parla di sole, natura, letture, riposo, di Acqua, di Fuoco e di Terra. En una palabra: ¡vacaciones! Insomma, vado. Ma torno. In valigia, Corazón tan blanco e Un mundo exasperado.
‘Sto giro, però, lui resta a casa. In buone mani.
Di nissun paîs
Agosto 21, 2007A’nd ai un paîs che mi siga drênti
ma forsi jo no soi di nissun paîs.
Ancja i morârs che mi viodèvin me
pissula, zanfagnina, sfolmenada,
cui zenoi ros e simpri plui macolâts,
a son cumò una ruja ta seariis.
A’nd ai un paîs che mi sdrondena drenti
che nol è plui chel vaiût di frututa.
Ti prei, Mari, tornimi chel me paîs!
Piardût, odiât e distudât a voltîs,
ch’el torna a sigâ cuanche ti lassi.
Al treno, intant, mi mena viars al mont.
Jo no podi jessi di nissun paîs.
Al me lu ‘nd ai che mi sberla drenti
e no rivi a fâlu tasê.
(03/XI/1997)
Federica Rocco Contin, Una ruja ta’ seariis (Una ruga tra le ciglia), Bulzoni editore, 2006
(Photo courtesy of Idepeer)
La Trapèziste (quattro salti nel vuoto)
Gennaio 13, 2007
«Adesso toccherebbe a me. Rullo di tamburi, si abbassano le luci: entri in scena. E si fa silenzio.»
Il racconto iniziava così, ed era dedicato a lei, che avevo conosciuto qualche mese prima, in un castello mezzo diroccato vicino a Orleans. Mi è ritornata in mente oggi, Jane, anima bella. Anima talmente bella che le dedico il primo post della serie .. ta_tàn .. rullo di tamburi … Anime Belle.
Il racconto continua qui. Ed era un esercizio di scrittura, in un corso con Antonella Cilento (insegnante eccellente), alla mitica UPAD di Bolzano.
L’esercizio consisteva nello scrivere un mini racconto in 30 minuti, su un personaggio del circo che si sceglieva al momento, pescando a caso un bigliettino.
(Dimenticavo: quella della foto è proprio Jane).
It’s time to take the plunge
Gennaio 10, 2007
Anno nuovo, vita nuova.
Anche, e soprattutto, virtuale.
Chiudo il mio vecchio blog.
E, come l’araba fenice, da oggi rinasco qui.
Rinascere, per me, significa guardare alle cose in modo diverso.
(No, non sono io quella della foto, che, fra parentesi, ho rubato qui).