Ricomincio da zen

Febbraio 20, 2008 di cabalandcabbages

one rupee ring

Lo zen è l’arte di fare una cosa alla volta. Io comincio con un viaggio verso est. Poi ritorno. Non che sia sparita… Sono stata troppo impegnata a vivere. E quando la vita si fa intensa, il blog langue.
La foto è creatively stolen da qui.

A tutta Birra

Novembre 8, 2007 di cabalandcabbages

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E’ con una punta di malcelato orgoglio che vi comunico che I Monologhi della Varechina sono nella lista degli invitati di Birra (Bagarre Internazionale Riviste Alternative).

Dal 7 all’11 Novembre, a Perugia.

Passateparola!

Pausa iberica con cervecita

Agosto 24, 2007 di cabalandcabbages

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L’oroscopo dei prossimi giorni parla di sole, natura, letture, riposo, di Acqua, di Fuoco e di Terra. En una palabra: ¡vacaciones! Insomma, vado. Ma torno. In valigia, Corazón tan blanco e Un mundo exasperado.

‘Sto giro, però, lui resta a casa. In buone mani.

Di nissun paîs

Agosto 21, 2007 di cabalandcabbages

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A’nd ai un paîs che mi siga drênti
ma forsi jo no soi di nissun paîs.
Ancja i morârs che mi viodèvin me
pissula, zanfagnina, sfolmenada,
cui zenoi ros e simpri plui macolâts,
a son cumò una ruja ta seariis.
A’nd ai un paîs che mi sdrondena drenti
che nol è plui chel vaiût di frututa.
Ti prei, Mari, tornimi chel me paîs!
Piardût, odiât e distudât a voltîs,
ch’el torna a sigâ cuanche ti lassi.
Al treno, intant, mi mena viars al mont.
Jo no podi jessi di nissun paîs.
Al me lu ‘nd ai che mi sberla drenti
e no rivi a fâlu tasê.

(03/XI/1997)

Federica Rocco Contin, Una ruja ta’ seariis (Una ruga tra le ciglia), Bulzoni editore, 2006

(Photo courtesy of Idepeer)

Anam, il Senzanome

Agosto 21, 2007 di cabalandcabbages

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La guarigione è la ricostruzione dell’equilibrio.” Parole di Tiziano Terzani (nella sua ultima intervista prima di morire, che si può vedere qui), che condivido totalmente. Perchè la malattia è, prima di tutto, l’occasione per ristabilire un equilibrio.

Dedicato a chi si sta confrontando con la malattia (propria o altrui).

Mi faccio le pere. In blog.

Agosto 20, 2007 di cabalandcabbages

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Ho dedicato una pagina alla rubrica sui blog letterari, che curo per la rivista Fernandel, dove si possono scaricare in pdf i sei articoli che ho pubblicato finora.

Nell’ultima puntata (la sesta) si parla di Sua Ineguagliabilità Monsieur Effe, e delle di lui Emanazioni Letterarie, in particolare della splendida rivista Buràn.

Nella quinta parte si parla di FaM; nella quarta di vibrisselibri e de Il primo amore, con un’intervista a Tiziano Scarpa.

(foto courtesy of Cristofol C, copy-lifted)

Seconda stella a destra

Agosto 13, 2007 di cabalandcabbages

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Ci vuol coraggio per raccontare l’osceno. L’«osceno» in senso etimologico: quel che sta fuori dalla scena. “Perché, essenzialmente, un libro dovrebbe esistere solo se si fa malgrado il suo atuore, a dispetto suo, contro di lui, obbligandolo a toccare il punto stesso della vita dove il suo essere irrimediabilmente si sfa. Niente vale se non quella verità lì.” (p. 117)

E’ un libro che narra quello che nessuno scrittore vorrebbe mai narrare. E lo fa con la massima sincerità: “Il lungo anno in cui morì nostra figlia fu il più bello della mia vita.” (p. 199)

Libri sulla morte ne escono a decine ogni mese. Niente di più comune. Il lutto obbliga a dire. (…) lo scrittore di qualità si riconosce dal fatto che, affrontando un argomento così grave, eviterà innanzitutto lo scoglio del pathos. Sordina abbassata, pianti trattenuti… I grandi dolori sono silenziosi… Così l’intensità di un’emozione si misurerà dallo spessore del bavaglio sulle labbra…” (p. 163)

Voi però non siete nella tragedia. Siete nella vita, e sono gli altri che chiamano la vostra vita tragedia. Il disastro che vivete supera le parole. Non c’è niente da dirne. Non si può suddividere in atti e scene(…) Questo disastro ha sempre il suo gusto nauseabondo, ma trabocca anche di tenerezze, di baci. (…) Siete sull’orlo di un orrendo baratro ma ancora potete amare, sorridere, levare la testa al sole (…)“ (p. 230)

Le citazioni sono tratte dal libro di Philippe Forest, Tutti i bambini tranne uno, Alet 2005. Un libro di uno scrittore con la S maiuscola, che non avrei mai letto senza i suggerimenti di lettura per le vacanze di Marco Franzoso (che con lui dialogherà sulla letteratura emozionale a PordenoneLegge.it).

Per approfondimenti, si segnala un’intervista all’autore.

Gli incontri migliori sono di carta

Agosto 13, 2007 di cabalandcabbages

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Ormai i libri non li cerco più. Mi vengono incontro.

Fra gli incontri particolarmente felici di queste ultime settimane, Il terremoto del Friuli, una cronaca a fumetti di Paolo Cossi che consiglio vivamente di leggere e far leggere. Uno splendido libro (disegnato benissimo, con un’ottima sceneggiatura) che racconta di chi non c’è più, ma soprattutto di chi è rimasto, a rovistare fra i ricordi di quella notte di Maggio.
Io, all’epoca, avevo 9 anni: notti passate all’aperto, ad ascoltare le notizie di LT1 Radio Pordenone…

Altro bell’incontro quello con il libro di Milena Agus, Mal di pietre. Una storia d’amore niente affatto banale, con un finale del tutto inaspettato. Un libro lieve (non leggero), in cui si percepisce la tenerezza e il rispetto dell’autrice nei confronti dei propri personaggi. Proprio bello.

In the mood for Love

Agosto 10, 2007 di cabalandcabbages

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Una danza, un fluire sinuoso in pochi metri quadri, che scorre come l’acqua, raggiunge anche gli angoli irraggiungibili, finisce per riempire ogni spazio. E si ritrae. In the mood for love è uno dei film più sensuali che abbia mai visto, con una protagonista che invece di spogliarsi cambia abito ad ogni scena. Poetico e originale, con un retrogusto amaro. Uno dei miei film preferiti.

TrecoloriBlu

Agosto 10, 2007 di cabalandcabbages

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Credo di averlo visto a Londra, o forse abitavo ancora a Strasburgo. All’uscita dalla sala, una persona mi ha fermato, mi ha fatto notare che ci assomigliavo proprio, alla Binoche. Avevo anche lo stesso taglio di capelli, all’epoca. Io non ho risposto.
Mi sentivo ancora immersa in quella piscina. Lei che nuota, in questo blu che sembra un grande utero. Liberté, con la L maiuscola, nelle intenzioni di Kieślowski.

Io non ho risposto, quella sera. Ma ogni volta che riguardo il film, per una frazione di secondo, mi sembra di nuotare in quella piscina deserta.