Archive for gennaio 2007

Dalla parte di Lia

gennaio 31, 2007

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Ci sono mogli che mandano ai direttori di quotidiani nazionali lettere indirizzate ai propri mariti. Niente da ridire. Avrei qualcosa da ridire sul fatto che i direttori di quotidiani nazionali pubblichino queste lettere in prima pagina, ma sorvoliamo.

Ci sono mogli che mandano una mail privata al proprio ex, e se la ritrovano pubblicata – nero su bianco – su un quotidiano nazionale. Questa è violazione alla privacy. Assolutamente inammissibile. Ingiustificabile. Inaccettabile.
Io sto dalla parte di Lia, che, suo malgrado, si trova al centro di una polemica assurda.

Il Porrajmos dimenticato del popolo Rom

gennaio 26, 2007

Auschwitz
(di Santino Spinelli – rom italiano)

Muj sukkó
Kiá kalé
Vust surdé;
kwit.
Jiló cindó
bi dox,
bi lav
nikt rubvé

Auschwitz

Faccia incavata
occhi oscurati
labbra fredde;
silenzio.
Cuore strappato
senza fiato,
senza parole,
nessun pianto

[ricevo da Flora, e volentieri pubblico]

In occasione della Giornata della Memoria, vorrei ricordare il Porrajmos, l’Olocausto dimenticato del popolo Rom, (more…)

Vota il logo: passaparola!

gennaio 19, 2007

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Vi invito a votare uno dei quindici loghi finalisti per il sito web di un progetto europeo che sto coordinando (per la parte italiana).

L’obiettivo del Progetto Oxymoron è l’ integrazione sociale e culturale degli immigrati attraverso la letteratura, attraverso il coinvolgimento di gruppi di lavoro di immigrati interessati alla letteratura e alla produzione letteraria già esistenti nel territorio (o in alternativa, creando nuovi gruppi di lavoro).

Durante il mese di novembre ciascuno dei tre partner coinvolti (COSP Verona per l’Italia, con cui collaboro; un’università popolare tedesca e un centro di insegnamento per adulti spagnolo) ha indetto un concorso nelle rispettive città, con la finalità di trovare il logo che diventasse il simbolo del «Progetto Oxymoron».

I 15 loghi finalisti sono attualmente in mostra nel sito del progetto. La scadenza per votare il logo fra i quindici finalisti, è fissata per il giorno giovedì 25 Gennaio 2007.

Per votare basta cliccare qui.

«Quale logo votare?» (a gentile richiesta): in tanti mi fanno questa domanda. Io, ovviamente, come coordinatrice del progetto, non posso influenzare il voto. Posso dire, però, con un giro di parole molto diplomatico, che i tedeschi, molto razionalmente, hanno scelto di votare il logo della loro nazione che ha più voti, per non sprecare le preferenze. Chi ha orecchi per intender…

Gradito il tam tam!

Mi faccio le pere. In blog. Parte terza

gennaio 16, 2007

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Tutto è nato da una mia intevista a Giorgio Pozzi, Editore di Fernandel.

“Mi capita spesso di leggere, nella blogsfera, cose che hanno forza e forma che reggerebbero anche su carta stampata”, avevo scritto io, fra i commenti all’intervista.
“Trovo che la scrittura dei blog sia perfetta per il blog, meno adatta ad essere ripubblicata sulla carta… Ma mi farebbe piacere essere smentito.”, aveva risposto il Pozzi.

E io, per smentirlo, gli ho proposto una rubrica per la sua rivista. Il Pozzi ha accettato la sfida. La rubrica si intitola Confessioni di una blog dipendente. La prima e la seconda parte della rubrica sono pubblicate rispettivamente nei numeri 2/2006 e 3/2006 della rivista Fernandel, e potete leggerle cliccando qui.

La terza parte, pubblicata nel numero 4/2006 dello scorso Autunno, può essere scaricata in formato pdf cliccando qui (grazie senzaqualita…)

[La foto è copylifted da qui].

Serata Picasso su Radio3 Rai

gennaio 16, 2007

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Ricevo questo comunicato stampa da Laura Pugno e volentieri diffondo.

[Il fatto che fra le poetesse della Serata Picasso ci siano ben due autrici de I Monologhi della Varechina mi rende particolarmente felice: Laura Pugno è fra le autrici di un racconto del numero Zero dei Monologhi (Lavoro in Bianco e Nero). MariaGrazia Calandrone parteciperà al Numero Uno (Guerra e Pace), con un suo poemetto.]

(more…)

I Monologhi della Varechina

gennaio 16, 2007

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Sto (stiamo) lavorando sul secondo numero de I Monologhi della Varechina. A chi ancora non fosse inciampato su questo mio progetto, vi ricordo che il Numero Zero è uscito a Giugno del 2006, ed è una monografia dedicata al Lavoro in Bianco e Nero (il comunicato stampa dello scorso Giugno, che spiega gli obiettivi del progetto, e presenta le 11 autrici partecipanti al Numero Zero, si può leggere cliccando qui) .

La rivista, ideata e coordinata dalla sottoscritta, si può scaricare gratuitamente, in formato pdf, cliccando qui.

Il prossimo numero sarà una monografia dedicata al tema Guerra e Pace, ed è in cantiere. A chi interessasse ricevere aggiornamenti: lasciate un commento o mandatemi una mail (silvana.rigobon[at]gmail.com).

La Trapèziste (quattro salti nel vuoto)

gennaio 13, 2007

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«Adesso toccherebbe a me. Rullo di tamburi, si abbassano le luci: entri in scena. E si fa silenzio.»

Il racconto iniziava così, ed era dedicato a lei, che avevo conosciuto qualche mese prima, in un castello mezzo diroccato vicino a Orleans. Mi è ritornata in mente oggi, Jane, anima bella. Anima talmente bella che le dedico il primo post della serie .. ta_tàn .. rullo di tamburi … Anime Belle.

Il racconto continua qui. Ed era un esercizio di scrittura, in un corso con Antonella Cilento (insegnante eccellente), alla mitica UPAD di Bolzano.
L’esercizio consisteva nello scrivere un mini racconto in 30 minuti, su un personaggio del circo che si sceglieva al momento, pescando a caso un bigliettino.
(Dimenticavo: quella della foto è proprio Jane).

Equilibri a mezz’aria

gennaio 13, 2007

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E’ solo una questione di equilibrio. Lo sto imparando a mie spese. Bisogna avere il coraggio di fermarsi a mezz’aria, e fare quel che ci piace di più.
Nel mio caso: leggere.
E scrivere.
E non venitemi a dire che scrivere a mezz’aria è complicato.

(No, non sono io neppure in questa foto, sempre gentilmente presa in prestito da qui).

It’s time to take the plunge

gennaio 10, 2007

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Anno nuovo, vita nuova.
Anche, e soprattutto, virtuale.
Chiudo il mio vecchio blog.
E, come l’araba fenice, da oggi rinasco qui.
Rinascere, per me, significa guardare alle cose in modo diverso.
(No, non sono io quella della foto, che, fra parentesi, ho rubato qui).